E-commerce: carrelli abbandonati

Quante vendite non vengono finalizzate perché lasciate a metà per un qualche motivo dai clienti?

Capita spesso che il cliente si interessi ai prodotti di un sito di commercio elettronico, li scelga portandoli nel carrello, si registri, ma ad un certo punto lasci tutto lì, senza portare a termine la transazione.

Dove vanno a finire questi carrelli della spesa abbandonati?

La tecnologia di un buon servizio di e-commerce dovrebbe avere una strategia per convertire queste vendite potenziali in transazioni reali.
Il punto fondamentale è comprendere il motivo per cui il cliente ha abbandonato il sito.
Si può partire dall’analizzare il percorso fatto da quel cliente all’interno del sito osservando in particolare su quale pagina abbia concluso la navigazione abbandonando il sito.
Diventa un chiaro indizio una pagina d’uscita del tipo “Spedizioni e costi” o “Termini contrattuali della vendita”. Significa che i costi di spedizione o che i termini contrattuali tipo le regole sulla restituzione non devono aver soddisfatto il possibile cliente.

Oltre a questa macro-analisi dei punti deboli del sistema di vendite, l’approccio migliore rimane il contatto diretto con il possibile acquirente.
Facendo un esempio pratico, si possono impostare appositi software che si preoccupino di inviare una mail agli utenti che hanno abbandonato il carrello da almeno XX minuti, offrendo l’aiuto del supporto clienti o maggiori informazioni sulla disponibilità del negozio elettronico a risolvere le questioni che non convincevano l’utente nel procedere con l’acquisto.

Secondo alcuni studi è possibile convertire in vendite reali circa il 48% degli ordini abbandonati.

Come vedete il tema dei carrelli abbandonati merita di essere approfondito ed analizzato, trovando strumenti pratici in risposta a questi abbandoni, perché può realmente incrementare il tasso di conversione delle visite in vendite.

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