Megavideo chiude, alternative?

Il famoso servizio di video-sharing Megavideo ha chiuso i battenti, così come gli altri servizi simili della stessa azienda, dopo che l’FBI ha dato l’ordine di arrestare in Nuova Zelanda i suoi proprietari.
Stessa sorte per MegaUpload, servizio di file-sharing della stessa azienda.

Vi scrivo questo perché mi è stato chiesto da più parti di unirmi alla campagna di protesta contro ciò che è successo. Ma mi sono chiesto: perché mai dovrei schierarmi dalla loro parte.

Megavideo non è un ente no-profit, è un azienda commerciale che trae profitti dalla pubblicità abbinata alle attività prodotte dai suoi utenti, un po’ il modello di business che ci ha insegnato Facebook. Solo che qui i suoi utenti usano la piattaforma per scambiarsi film, software, libri fin’anche riviste, ovviamente non di loro proprietà intellettuale, compiendo pertanto un atto illegale.

Bene, fin qui ci si potrebbe schierare con la parte che dice che i colpevoli dell’attività illecita sono quindi i suoi utenti e non Megavideo. Quasi vero, se non fosse che Megavideo, all’interno della sua profittevole strategia aziendale, paga questi utenti perché carichino proprio lì quei contenuti e non nei portali delle aziende concorrenti. Megavideo diventa così di fatto complice del traffico di materiale non originale.

Comunque il mio prendere le distanze non è sulla questione morale o immorale del non riconoscere una percentuale economica ai produttori delle opere. Anche se su questo penso che il pubblico dovrebbe accorgersi ad esempio che per ascoltare buona musica ci si può rivolgere anche ad artisti che offrono già gratuitamente l’ascolto del loro lavoro. Ma questa è un altra storia.

Prendo le distanze da Megavideo in quanto sostenitore del libero mercato. Megavideo non è l’unica azienda ad offrire un servizio di sharing di materiale caricato dagli utenti. E, come ogni crisi, diventa l’opportunità per scoprire che in giro ci sono altri che quel lavoro lo fanno. Tralasciando il quasi monopolista YouTube (che tra l’altro non accetta contenuti illegali), ecco una lista di alternative.

Quale azienda è la migliore? Si apre oggi un nuovo spiraglio nel mercato, non credo stia a me decidere chi diventerà il servizio più conosciuto.

Video sharing:
Videozer
File sharing:
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