Centri Commerciali Naturali: la risposta del centro storico alla sfida del commercio

Anche a Forlì l’apertura di un grosso centro commerciale all’esterno della città ha catalizzato gran parte dello shopping sottraendo clienti ai piccoli negozi del centro storico.
Come avete letto, ho appena detto piccoli negozi del centro storico. Ma piccoli rispetto a cosa? I singoli negozi del centro commerciale non hanno metrature molto grandi.
Forse è la quantità di negozi che fa la differenza? Quanti saranno, 30 o 40? Più o meno quindi quanti ne troviamo in una o due vie del centro storico.

Ma facciamo anche un ulteriore riflessione: cos’è un centro commerciale? Non è altro che una serie di vetrine poste una accanto all’altra in cui possiamo sbirciare cercando ciò che più ci piace mentre passeggiamo. Ma questo non è la stessa cosa che troviamo in un qualsiasi centro storico (vivo)? Questa affermazione è così vera che molti outlet hanno sviluppato il loro concept appunto che un finto mini villaggio dove al piano terra ci sono le vetrine, mentre al piano superiore ci sono finti appartamenti compresi di balconcini pieni di gerani in fiore, come se fossero abitati. Come se ci trovassimo a passeggiare in una classica via di un paesino. Il tutto ricostruito, come se al piano di sopra qualcuno ci abitasse davvero.

Quindi, se le finzioni dei centri dello shopping cercano di riprodurre le passeggiate dei centri storici reali, che avrebbero questi ultimi da temere da questi competitor in miniatura?

In realtà una differenza sostanziale c’è, ed è l’organizzazione. I negozi dentro un outlet o dentro un centro commerciale hanno un’organizzazione e un coordinamento unitario: tutti i negozi sono aperti o chiusi negli stessi orari, sono associati tra loro sotto il cappello del centro commerciale per proporre in maniera coordinata spettacoli, feste, intrattenimento, ma anche l’inizio dei saldi.

Posto che le vie principali del centro storico costituiscono di fatto, con la loro serie di vetrine una accanto all’altra, Centri Commerciali Naturali, quello che gli manca per rimanere competitivi è un cordinamento delle attività a livello di asse commerciale.
Ma chi dovrebbe fare questa attività di coordinamento della “via commerciale”?
In primo luogo chi quella via la vive e ne conosce le dinamiche, i commercianti stessi insomma, che dovrebbero consorziarsi per tenere strategie comuni. Per cui ogni via o ogni asse commerciale dovrebbe crearsi un nucleo di coordinamento. I diversi nuclei di coordinamento dovrebbero avere poi un luogo di confronto unitario con le istituzioni comunali, in maniera tale da coordinare le iniziative e gli intrattenimenti, in cui il comune investe parte del suo budget, affinchè siano in grado di mettere realmente in luce quel tratto di Centro Commerciale Naturale in cui si sviluppano.
Un dialogo solo tra Comune e Camera di Commercio non credo sia sufficiente per valorizzare i singoli assi commerciali del centro storico.
Questo deve essere solo uno sputo riflessivo sul problema della competizione tra Centri Commerciali Artificiali e Centri Commerciali Naturali, per cui non starò qui a disegnarvi un organigramma completo che una simile struttura organizzativa potrebbe avere, ma penso che chi le istituzioni comunali le vive, abbia le competenze per svilupparlo.

One Reply to “Centri Commerciali Naturali: la risposta del centro storico alla sfida del commercio”

  1. Dopo la stesura di questo articolo ho potuto ragionare con qualche amico su altre differenze competitive tra i due centri commerciali. Differenze che dovrebbero insegnare nuove strategie ai negozi del centro per non perdere troppa competitività.
    Queste le loro risposte.

    Perchè scegliamo la passeggiata nel centro commerciale artificiale a quella nel centro storico?
    – più facile parcheggiarci l’auto vicino
    – c’è uno spazio per “parcheggiare” i bimbi
    – l’organizzazione settoriale dei negozi rende più semplice trovare e confrontare la tipologia di merce cercata

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