San Valentino 2011: l’amore dei “ragazzi” Facebook

L’amore può essere un’odissea o un viaggio meraviglioso. Il timone è nelle nostre mani.

In questa ricorrenza inventata più di 15 secoli orsono dalla chiesa e ormai completamente assorbita dal consumismo, vi voglio proporre una riflessione su come ci si scambia l’amore ai tempi di Facebook. In un epoca dove l’amore viaggia con gli sms, ci si può anche lasciare con un sms?

Che sia bene o che sia male, si usa proprio così in questo XXI secolo.
Se non è per sms, ci si dice il primo ti amo sulla chat di Facebook.
E tutto si brucia più velocemente. Le distanze si annullano quasi come succede al tempo. Stare sempre connessi significa condividere tanti momenti (veri?) sempre. Di sicuro questo a scapito dell’intensità di chi come noi centellina i momenti, coltivando tra un momento e l’altro speranze e sogni.
Noi nel senso di persone che hanno vissuto nel secolo scorso queste cose, quando i tempi e i modi erano diversi.

Per cui inizia così, finisce così (o continua anche così!).

Giusto, sbagliato? Chi siamo noi per dire che lo spazio per il sogno è più bello del piegare la realtà per toccarsi anche se solo virtualmente?
E che dire di quanti/quante vivono anche il sesso a distanza tramite skype?

E’ chiaro che noi non ci troviamo in questo livelo di integrazione, per cui non facciamo queste cose con gli sms e se lo facessimo, nel nostro caso, sarebbe sbagliato.
Nel nuovo mondo invece questo non è sbagliato. La realtà è che ti amo, quindi anche la mia proiezione può permettersi di dirlo, in quanto io sono quella proiezione.
E quando finisce questo è; sia che te lo dica a voce, sia che lo faccia il mio profilo facebook o un sms. Il mezzo non cambia la realtà.
Per noi non è accettabile solo perchè pensiamo che dirselo in faccia sia più “coraggioso”, più da uomini. Ma questo cosa cambia di tale realtà?
Il dolore per il distacco è lo stesso, si può al limite avere più rabbia per la codardia dell’altro. Ma questo sarebbe un bene: aiuta a disilluderci meglio dell’altro.

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