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Archivio per la categoria ‘Suggerimenti’

Il piacere del mangiare va cercato anche a casa

Andare in questo o quel buon ristorante a cercare il piatto più gustose è una passione che cresce con l’età indubbiamente.

Ma anche a casa si può dare sfogo a questo vizio, se ben coltivato.

È sbagliato fare la spesa di corsa alle 7 di sera, dopo aver risposto a un centinaio di email, afferrando le prime cose che occhieggiano dagli scaffali del supermercato.
Cambiare sembra difficile perché siamo anestetizzati dall’abitudine, invece è fondamentale dare alle nostre giornate ritmi diversi, visto che al cibo con cui nutriremo il nostro corpo va il massimo rispetto. Quest’attenzione poi, quando si espande, è come un’epidemia benefica che fa partire una rivoluzione interiore.

Nel fine settimana, ad esempio, possiamo andare alla ricerca di mercatini rionali e realtà agricole vicine, per preparare un pranzo domenicale con prodotti che non hanno fatto 3 volte il giro del mondo!

Ricordiamoci che viviamo nel Belpaese e che, se ripensiamo ai nostri nonni, questi non mangiavano certo fragole a gennaio o melanzane e zucchine tutto l’anno!

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Sviluppare lavoro: non dire ma.

Recentemente ho letto un intervista a Dick Costolo, attuale CEO di Twitter, su come sia possibile rapportarsi nei confronti aziendali di sviluppo di nuove idee e progetti in maniera costruttiva ed efficace.

In una seduta di brainstorming, mettere in comune idee e portarle ad una sintesi vincente largamente condivisa, è un esercizio fondamentale per trovare soluzioni concrete ai problemi che un azienda incontra e per spingerla all’innovazione.
L’ideale di queste riunioni è trovare la sintesi migliore delle opinioni/visioni di ciascuno. Non sono riunioni dove si deve combattere per affermare le proprie posizioni, ma cooperare per condividere più alti obiettivi.

In questa intervista, Costolo, suggerisce invece della parola “ma“, di proporsi con un «sì, e poi…». Un principio che consente di mettere in discussione una cosa senza dichiararsi in disaccordo.

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Truffe via Internet – capitolo invernale

Di nuovo tempo di vacanze, di nuovo tempo di truffe online.

Per la stagione estiva avevo scritto un post su come opera una tipica truffa online e come provare a riconoscerla.
Arrivano le vacanze invernali e il problema torna di attualità, con l’unica differenza che questa volta la truffa ha fatto le valigie per la montagna.

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Spedire a tariffe low cost con SPEDIAMO.IT

spedireDopo aver provato diverse spedizioni con SpedireWeb, ho deciso di dare una possibilità anche a Spediamo.it.

Prima di provare una spedizione, ho studiato bene le condizioni del sito.
Dai primi confronti si può dire che sì, costa poco meno di SpedireWeb, ma ci sono molti “paletti” e penali in caso di misure e pesi diversi da quelli inseriti durante la richiesta della spedizione.
Molto interessanti i prezzi per l’estero.
Cosa positiva è il numero di rete fissa a disposizione. Sede a Milano.

Ma veniamo alla prova pratica.
Mi registro, metto i dati della spedizione e, secondo le loro indicazioni, preparo il pacco per il ritiro.
Primo inghippo: il corriere nel giorno indicato non passa.
Contatto via mail il loro servizio clienti dal quale ricevo una molto sbrigativa risposta in cui in pratica loro non ne sanno nulla e che devo contattare io SDA.
Per fortuna la mattina dopo il corriere passa per il ritiro. Si tratta di SDA.
Per fortuna nessun altro inghippo e già la mattina dopo il pacco è a destinazione (consegna semplice perché era diretta in Lombardia).

Tutto sommato quindi è andata bene, ho risparmiato qualche cent rispetto a spedireWeb, ma non mi ha convinto il servizio clienti.
Perché se compro una spedizione sul loro sito, devo poi essere io a risolvere con il corriere a cui sub-appaltano la mia spedizione?

Da riprovare, vi farò sapere se andrà meglio con la seconda spedizione.

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Truffe via Internet: la casa al mare

Internet è diventato il luogo primario dove finalizzare acquisti a distanza anche tra privati.

E come nella vita reale, non mancano i truffatori.
Qualcuno cioè che vi fa credere di avere il bene di cui avete bisogno e vi chiede il pagamento per concludere l’affare.
Il problema salta fuori quando, una volta inviato il pagamento, il bene non arriva e il venditore diventa irrintracciabile.

Ma come accorgersi di una possibile truffa prima di rimanere truffati?

Il caso della casa al mare.
Su Ebay Annunci avevo trovato questa inserzione (cliccare per ingrandire):

Affitto appartamento per vacanze nei mesi di giugno luglio agosto e settembre, l’appartamento e composta da 2 camere + cucina abitabile ed bagno. il mare e a 150 mt. Prezzo 1000 euro.

Un vero affare: solo 1000 euro per un appartamento d’estate nelle zone centrali di Rimini!
Ma come si fa a distinguere un affare da una truffa?

Per rendere credibile ed esistente il bene, una volta contattato l’acquirente, questo fornisce l’indirizzo di un condominio in maniera tale che la nostra valutazione sul valore del bene ci faccia riflettere sull’occasione che sembra abbiamo trovato.

Qui per fortuna siamo di fronte ad un raggiro neanche tanto curato.
Date un occhiata alle foto piccole dell’interno della casa. I pavimenti cambiano sempre da una stanza all’altra. Le due foto della cucina hanno due tavoli diversi con modelli di sedie diversi e diversa disposizione nella casa. Anche il divano cambia tra una foto e l’altra.
Comunque il truffatore ha sempre una scusa pronta per giustificarsi anche quando si prova ad avere un contatto telefonico.
Il fatto che permetta un contatto anche per telefono serve a rassicurarci che l’affare sia qualcosa di reale.
Chiedendo però di poter visionare la casa dal vivo, chissà perché esce sempre qualche impegno o impedimento per procrastinare la cosa. Tempi che non ci sono perché ovviamente si viene incalzati con la possibile cessione dell’affare ad un altro acquirente più interessato di noi.

Ciò che deve far accendere le antenne è sicuramente la fase in cui i soldi passano da noi al venditore.
Importantissima la possibilità di poter documentare questa transazione. In caso di truffa, senza ricevute in mano, è difficile dimostrare i soldi spesi.
Il sistema più usato in questo tipo di truffe è il versamento su una carta PostePay. Questo è un metodo di pagamento a distanza, così non avrete l’occasione di vedere in faccia il venditore, ma il problema è un altro: se la ricarica avviene allae Poste, la procedura viene fatta seriamente e viene registrato sia il codice fiscale di chi paga che quello di chi riceve, mentre se fate la stessa operazione in una ricevitoria o tabaccheria, in genere nessuno registra anche il vostro codice fiscale per sapere da dove vengono quei soldi.
E per indurvi alla seconda scelta, la trattativa in genere tende ad andare in porto sempre venerdì pomeriggio, a Poste chiuse, ma sempre in tempo per un versamento in tabaccheria.

Comunque, anche certificando il versamento alle Poste, nulla impedisce a chi sta dall’altra parte di prelevare immediatamente i soldi appena inviati dalla carta e sparire, sopratutto se quella carta era stata aperta alle Poste con un documento falso o di un altra persona. Cosa peraltro non tanto difficile.

Un avvertenza che potete usare per identificare correttamente il venditore è verificare se il codice fiscale che vi fornisce per ricaricare la sua PostePay corrisponda al nome e al cognome con cui questo venditore si è presentato fino a quel momento.