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Archivio per la categoria ‘Pensieri’

Cercasi giovane lavoratore con molta esperienza

Cercasi giovane lavoratore con meno di 30 anni e ventennale esperienza nel settore.

Cercasi giovane lavoratore con meno di 30 anni e ventennale esperienza nel settore.

Categorie:Pensieri Tag:

Con un fiore in mano

with_a_flower_in_a_handDobbiamo accettare che l’invidia, il rancore spesso generato da un incomprensione o da un sospetto troppo montato, quanto la smania che genera la voglia del possesso, siano naturalmente insite nella natura umana.
Come intimamente naturale ci risulta ovvio rispondere ai grugniti che questi sentimenti generano contro di noi con altrettanti grugniti.

Ma esiste un altra strada in grado di aprire qualsiasi porta.

Non è semplice, occorre sentirsi diversi.
Ritrovarsi a rispondere sempre a quel rancore come se si avesse un fiore in mano.

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Le idee sono roba per chi se le può permettere

L’altro giorno, parlando del più e del meno con alcuni amici e quindi anche della crisi, come se ne esce, cosa manca all’Italia e altre chiacchiere da bar tipo queste, una frase mi ha lasciato il segno più delle altre.
Le idee sono roba per chi se le può permettere.
Ma non detta nel senso che la genialità è roba per pochi e che a loro va lasciata questa attività di alto profilo.
Qui il problema è ben più spiccio. Un vecchio adagio dice: si lavora e si fatica per il pane (et alter)

La frase è di una densità grandiosa quanto inquietante; e di una complessità pazzesca rispetto alla sua sintesi.

E’ il rovesciamento del cogito ergo sum.
Se uno deve “potersi permettere” le idee, è come dire che deve potersi permettere di “essere”. E se non se le può permettere, allora diviene un puro e semplice involucro privo d’essenza. E un involucro vuoto, la prima cosa che perde, è la libertà.

La cosa più inquietante è chiedersi se questa necessità di semplificazione sia qualcosa che non riguardi questo o quello in particolare ma, al giorno d’oggi, tutti noi, l’umanità.
Quando le idee diventano un lusso – o semplicemente vengono percepite come qualcosa di effimero – allora è ritorno al Medioevo.
Che può anche essere travestito di modernità.

La crisi svuota non solo i portafogli. Svuota le speranze, le aspirazioni, la voglia di costruire il futuro dovendo necessariamente pensare a come passare indenni il presente.
Il problema è che la crisi invece si batte proprio con queste aspirazioni, sogni e idee di un rinnovato futuro.

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Sviluppare lavoro: non dire ma.

Recentemente ho letto un intervista a Dick Costolo, attuale CEO di Twitter, su come sia possibile rapportarsi nei confronti aziendali di sviluppo di nuove idee e progetti in maniera costruttiva ed efficace.

In una seduta di brainstorming, mettere in comune idee e portarle ad una sintesi vincente largamente condivisa, è un esercizio fondamentale per trovare soluzioni concrete ai problemi che un azienda incontra e per spingerla all’innovazione.
L’ideale di queste riunioni è trovare la sintesi migliore delle opinioni/visioni di ciascuno. Non sono riunioni dove si deve combattere per affermare le proprie posizioni, ma cooperare per condividere più alti obiettivi.

In questa intervista, Costolo, suggerisce invece della parola “ma“, di proporsi con un «sì, e poi…». Un principio che consente di mettere in discussione una cosa senza dichiararsi in disaccordo.

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L’avventura di Sirio Sintoni tra i topi della steppa.

La bicicletta è un oggetto quasi magico quando si è dei ragazzini.
Quando siamo piccoli la bicicletta è la prima conquista della nostra indipendenza al di fuori della casa dove siamo nati. La conquista della prima libertà.
Poi la bicicletta diventa semplicemente un mezzo di trasporto.

Ai tempi della guerra le disponibilità non erano paragonabili a quelle di oggi. C’era la fame, si pedalava per necessità.
La bicicletta usata dal soldato Sirio ai tempi della seconda guerra mondiale era lo strumento con cui ogni volta il suo cuore si proiettava dai suoi affetti e le gambe dovevano accelerare le pedalate per stargli dietro.

Il nostro andare in bici oggi è il piacere di vivere le belle giornate all’aria aperta, con il mezzo più spensierato possibile. Forse a volte la usiamo anche con troppa leggerezza, l’idea di essere fermati dai carabinieri, in bici, rischiando una multa è l’ultimo dei nostri pensieri.
Per il soldato Sirio, quando correva come un matto in bici per le strade della sua Forlì, il pericolo di essere fermato da una coppia di tutori della legge era qualcosa di pesante. Da una parte perché poi magari ti chiedevano se avevi pagato il bollo (sì, all’epoca il bollo non era solo per le auto!) e c’era il rischio che ci scappava una multa. Ma il timore maggiore era di farsi fermare dalla ronda fascista che non lo avrebbe fermato per una semplice multa, ma per controllare se la sua meta coincidesse con il fronte, lontanissimo da qualsiasi affetto o impegno della sua vita quotidiana.
In mezzo alla morte.

 

Un viaggio dentro l’inutilità della guerra che comporta solo sacrifici.

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