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Categorie:Pensieri Tag:

Furby Boom compatible devices

18 dicembre 2014 39 commenti

furby_boom_appSorprende che Hasbro non riesca a compilare una lista dei tablet compatibili con il suo Furby Boom.

Il problema? Il furby non usa wifi o bluetooth per comunicare, ma si affida ad un sistema sonoro che trasmette su frequenze ultrasoniche (15-20kHz) che solo un buon microfono può ricevere.

L’app gratuita è ufficialmente compatibile con:

★ iPod 4th generazione o successivi
★ iPhone 4 o modelli successivi
★ Tutti i modelli di iPad

NOTA: i dispositivi iOS devono avere iOS 4.3 o superiore.

★ Samsung Galaxy S2, S3, S3 Mini, S4, S4 Mini
★ Samsung Galaxy Note 2, 3, 8.0, 10.1
★ Samsung Galaxy Tab (Gen 1, 2, 3)
★ Samsung Galaxy Grand Duos
★ Toys R Us Tabeo 8
★ Motorola Droid RAZR HD
★ Motorola Droid RAZR Maxx HD (except model XT926)
★ Google Nexus 4
★ Google Nexus 7
★ Amazon Kindle Fire HD (Kindle series, 1st and 2nd Gen ONLY)**

NOTE:

★Il device deve avere Android OS 2.3.3 o superiore
★ Amazon Kindle Fire HD 3rd Gen non è comptatibile per la sua mancanza di microfono. Inoltre, la serie Fire HD (differente dalla serie Kindle Fire HD) non è supportata ufficialmente.

 

Dalle mie ricerche risultano inoltre compatibili questi tablet:
– Teclast p85
– Archos 50 Platinum
– Asus memo pad 7 me70c (ma con microfono vicinissimo al furby)
– Samsung Galaxy Grand Neo

 

Il mio dispositivo mobile/App non riesce a comunicare con il Furby, cosa posso fare?

  • Assicurati che il rumore di fondo sia minimo, Furby si focalizza meglio in un ambiente silenzioso.
  • Non parlare a Furby mentre stai provando a farlo comunicare con il tuo dispositivo mobile.
  • Make sure Furby is not talking while you are attempting to communicate with your mobile device.
  • Place your Furby on a flat surface, handling it makes it hard to communicate.
  • IMPORTANTE – A seguito dell’aggiornamento presente in Ios7 è necessario dare esplicitamente accesso all’app al microfono del dispositivo. (Settings – Privacy – Microphone – App Name – Select On)

Se avete provato con successo l’app del Furby Boom su altri dispositivi, segnalatemelo nei commenti.

Categorie:Tecnologia Tag:

Come abilitare la modalità debug su PrestaShop

In fase di preparazione del proprio e-commerce con PrestaShop o durante la configurazione di un nuovo modulo, può essere utile permettere a PrestaShop di mostrare gli eventuali errori che sono presenti invece di nasconderli come da impostazione predefinita.

Per abilitare la modalità DEBUG è necessario editare il file defines.inc.php che si trova all’interno della cartella config.

All’interno del file individuate questa riga:

define(‘_PS_MODE_DEV_’, false);

e modificatela nel seguente modo:

define(‘_PS_MODE_DEV_’, true);

 

Potrebbe accadere che gli errori non siano ancora visualizzati perché l’installazione di PHP presente nel vostro hosting dove gira PrestaShop potrebbe non avere a sua volta abilitata l’opzione per mostrare gli errori.
In questo caso occorre contattare il fornitore del hosting per modificare questa impostazione di PHP.

Categorie:Tecnologia Tag:

Viaggiare prima di tutto

IMG_20140501_112249Viaggiare per conoscere prima di tutto!

1 Maggio festa del lavoro, tempo da dedicare ai figli.
Ho pensato quindi di introdurre Fabio, ormai 2 anni e mezzo, al tema dei viaggi.

In una non troppo nuvolosa giornata primaverile, l’ho portato alla stazione dei treni di Forlì. Budget: zero euro.

Essendo abbonato alla tratta Forlì-Bologna, prendere un treno verso nord rientra già in questo esborso e Fabio, almeno fino a che avrà meno di 4 anni, viaggia gratis. Pertanto, col suo stupore di salire sulla versione non miniaturizzata del suo giocattolo preferito, in partenza per Faenza!

IMG_20140501_112305Tutto ciò che è nuovo ci arricchisce: guardare fuori dal finestrino le cose che scorrono veloci, ma anche dentro le persone di tutti i tipi che stancamente aspettano la loro destinazione.

E anche i 30 minuti in attesa alla stazione di Faenza allargano gli orizzonti a un bambino che vive quei posti per la prima volta. I treni fermi, i vagoni cisterna parcheggiati lontani, un treno con una gru gialla per chissà quale manutenzione, le persone che leggono un libro di carta o digitale mentre aspettano come noi. Ma noi siamo in viaggio, liberi di muoverci e nemmeno i grandi dovrebbero dare tutto per scontato.

Aspettando il treno

Aspettando il treno

Se passate dalla stazione di Faenza, uscite verso il piazzale e, appena sul marciapiede davanti alla rotonda, voltatevi: grande come la parete c’è una grossa composizione fatta da tante mattonelle della cartina politica della nostra Europa.

Il treno arriva già, 30 minuti passano in fretta a volte, diversamente mi perderei a leggere i nomi di tutte le città che ancora non ho visto e da cui devo ancora imparare qualcosa.

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Le cause della crisi

Proprio nella giornata della festa del lavoro mi sono imbattuto in un sondaggio che chiedeva agli italiani quali sono le cause della crisi.

Secondo le risposte degli italiani, al primo posto tra le cause di questa crisi c’è il governo: il “malgoverno” della cosa pubblica e “riforme mancate”, sono infatti le ragioni ritenute alla base della difficile situazione socio-economica che vive il Paese.
Poi a seguire l’Europa, ma ci sono via via risposte sempre più generiche, come gli immigrati, “colpa dei cinesi” o, seppur tra le ultime righe, uno sconsolante “è inevitabile”.

In tutti i casi la colpa è sempre degli altri.

Non entriamo poi in domande da “sfera magica” su quando e come possa finire questa “crisi”. Davvero poco consolante, rimango dell’idea che un problema lo si risolve quando lo si comprende.

Tutti i sistemi entrano per loro natura in crisi quando sopraggiungono nuovi fattori che ne mutano lo stato di equilibrio che pian piano il tempo crea.
E il sistema economico non fa eccezione. Per citarvi una crisi che oggi tutti noi siamo in grado di comprendere, mi viene in mente la crisi del sistema rurale con l’avvento della meccanizzazione.

Se prima per coltivare un campo servivano 10 contadini che chiedevano per il loro sostentamento ognuno una moneta, quando in questa economia fu introdotto il trattore, per lavorare lo stesso campo bastava una persona. Certamente più capace perlomeno di gestire il nuovo strumento e quindi possibilmente meglio retribuita, anche con 2 monete. Aggiungiamone 3 per la gestione del mezzo ed ecco che abbiamo una rivoluzione agricola dove si produce con metà del costo, un contadino che si arricchisce mentre 9 diventano disoccupati.
Poi la storia ci ha insegnato che pian piano i 9 disoccupati sono stati chiamati verso le industrie che poi i trattori dovevano costruirli.

Al pari la rivoluzione di Internet dei giorni d’oggi crea strumenti che aumentano esponenzialmente la produttività di chi impara ad usarli, lasciando a terra e senza lavoro chi continua a lavorare con i soliti sistemi. Come col trattore, questi strumenti permettono ad uno di fare il lavoro di 10 e questo mette in crisi l’attuale tessuto lavorativo creando molti disoccupati. Poi come detto, il tempo riporta in equilibrio il sistema nuovamente, permettendo ai più scaltri di diventare costruttori di trattori, mentre chi non riesce a comprendere il cambiamento, in ogni caso, pian piano viene assorbito dal sistema diventando l’operaio della catena di montaggio.

Che la colpa della crisi dipenda da Internet è ancora più evidente nel mondo del commercio.
Solo per citarvi un esempio di 2 giorni fa, un amico manda la moglie dal fotografo per cambiare la batteria della telecamera: 100 euro e disponibile in 1 o 2 giorni.
100 euro non sono pochi e quindi guardiamo insieme un offerta migliore su Internet: 29,90 spedizione compresa (batteria equivalente, perché partivano anche da 8 euro!).
E’ chiaro che agendo senza Internet i 100 negozianti che operavano localmente, potendo stabilire autonomamente i margini della loro attività, poi giravano in Ferrari. Con Internet a vendere quella pila e a girare in Ferrari sono rimasti in 10. Prosegui la lettura…